La storia della media Valtellina
Il territorio della Media Valtellina coincide approssimativamente con quello dell’antico Terziere Superiore della Valtellina che ebbe in Tirano, centro fra i maggiori della Provincia, il suo indiscusso capoluogo. Abitato fin dall’antichità, come dimostrano le numerose testimonianze di frequentazione dell’uomo nella preistoria, deve alla facilità dei transiti per i passi del Bernina, dell’Aprica e del Mortirolo, la sua caratteristica di area di confluenza di percorsi fra le valli alpine.
Tale facilità e il relativo interesse strategico favorirono anche il passaggio di numerosi eserciti invasori e per questo la zona fu densamente fortificata.
In questo quadro l’avvenimento urbanistico di maggior rilievo fu la costruzione delle mura di Tirano nel 1492 ad opera del duca di Milano Ludovico Sforza detto il Moro.
Le fortificazioni tramutarono il borgo in città, ponendo le premesse per quel ruolo di centro di servizi che ancor oggi assolve. Venuta meno l’organizzazione feudale e limitata all’ambito religioso quella plebana, i fattori determinanti l’evoluzione dei paesi furono soprattutto economici. L’avvio degli scambi commerciali verso l’esterno, sia pure in una economia agricola largamente di autoconsumo, mutarono i quadri di riferimento. Nella zona dell’antica pieve di Mazzo crebbe l’importanza di Grosio e di Grosotto e alla supremazia di Villa si sostituì quella di Tirano.
Il percorso e gli effetti della Riforma e della Controriforma portarono la zona di Tirano al centro di quell’interesse internazionale che coinvolse la Valtellina, allora sottoposta al dominio della Repubblica delle Tre Leghe a maggioranza riformata, nelle guerre religiose del Seicento. Guerre che sfociarono localmente nei sanguinosi fatti che presero nome di Sacro macello o Vespri valtellinesi (1620). Nel 1639, con il Trattato di Milano, viene ristabilita la sovranità grigione, la quale porta solidità politico-istituzionale, dando il via ad un periodo di sviluppo che prosegue per tutto il Settecento. L’arrivo di Napoleone pone fine al dominio grigione. Il 14 giugno 1797 la Valtellina viene annessa alla Repubblica Cisalpina ed inserita nel Dipartimento dell’Adda e dell’Oglio. Alla caduta di Napoleone, dopo il Congresso di Vienna, la Valtellina viene a far parte del Regno del Lombardo-Veneto e subisce la dominazione austriaca per quasi mezzo secolo. Nel 1859 passa prima al Regno di Sardegna e successivamente al Regno di Italia (1861).
La cosiddetta rivoluzione industriale, agli inizi, ebbe qualche effetto positivo solo in Tirano, dove sorsero un paio di filande, poi arrivò la ferrovia Sondrio-Tirano (1902) e più tardi quella del Bernina (1908) e infine i grandi impianti idroelettrici di Grosotto, Grosio, Lovero e Stazzona.
Cresceva in quegli anni l’interesse per il turismo come risorsa economica, che più tardi avrebbe mutato l’alpeggio di Aprica nell’attuale centro turistico estivo e invernale, e Teglio in ideale e tranquilla località turistico-climatica.