Nel cuore delle Alpi, principale via di transito tra il nord e il sud dell’Europa, fin dai tempi dei Romani la Valtellina ha ricoperto un ruolo rilevante. Le prime tracce dell’uomo risalgono alla Preistoria, come provano le incisioni rupestri di Grosio e Teglio.
Con l’Imperatore romano Augusto si decretò l’importanza strategica dei passaggi attraverso le Alpi e in particolare dalla Valchiavenna, lungo il Passo dello Spluga e del Settimo. Il patrimonio storico che ancora oggi testimonia la ricchezza di questa vallata è infinito. Una vacanza in Valtellina si arricchisce visitando i musei, le chiese e i palazzi nobiliari che nei secoli scorsi fecero di questa terra la porta di accesso principale delle Alpi, via obbligata per i mercanti che provenivano dai ricchi porti italiani ed erano diretti verso le città più importanti della Mittle Europa.
A partire dal Medioevo la Valtellina assunse un ruolo strategico tra il mondo latino-cattolico e quello germanico-protestante. Longobardi, Franchi, poi Carlo Magno, per passare sotto l’influenza di Como, che potenziò le vie di comunicazione di Valtellina e Valchiavenna, fino ai Visconti e gli Sforza, schiacciati dalle spinte delle grandi potenze del tempo, Francia, Spagna, Repubblica di Venezia, Germania e Svizzera, tutte interessate ai valichi alpini.
A partire dal 1512 la Valtellina entra a far parte delle “Tre Leghe” grigioni. La dominazione del governo protestante non fu facile, come testimoniano le insurrezioni del XVII secolo. La vallata conobbe un periodo di pace e autonomia fino all’Ottocento. Nel 1815 la scelta tra Grigioni e Lombardo-Veneto, consentì la nascita della provincia di Sondrio annessa al territorio degli Asburgo. Da qui in poi la storia valtellinese segue quella italiana, donando grandi uomini al Risorgimento e aiuto a Garibaldi che, a capo dei “Cacciatori delle Alpi”, spinse gli Austriaci oltre lo Stelvio nella terza guerra d’Indipendenza.