Valchiavenna: un museo a cielo aperto

La Valchiavenna è uno scrigno che racchiude inestimabili tesori, testimonianze di una passione per il bello, di una profonda devozione a Dio e della presenza dell’uomo preistorico. Sia il borgo principale, “Ciavéna”, come veniva chiamato dai suoi abitanti, che i paesini più piccoli, offrono rare bellezze e ricordi di un passato indelebile. Durante il periodo romano la valle - e in particolare “Clavenna” - assunse una certa importanza sulle strade che portavano ai diversi valichi alpini. Dopo la caduta dell’impero si diffuse il Cristianesimo e nel 1335 i Visconti, signori di Milano, si fecero padroni della Valchiavenna. Successivamente subentrarono gli Sforza, mentre nel 1486 i Grigioni tentarono di saccheggiare e bruciare il borgo, per questo tra il 1488 e il 1497 Chiavenna fu cinta di mura. Il Cinquecento fu un periodo di benessere per le famiglie ricche, che investirono capitali nell’erigere nuovi palazzi. Chiavenna fu restituita nuovamente ai Grigioni, ma nel Settecento ulteriori attriti portarono alla fine della loro dominazione: i valchiavennaschi nel 1797 chiesero e ottennero l’annessione alla Repubblica Cisalpina. Con il congresso di Vienna la Valchiavenna venne annessa al regno Lombardo-Veneto con il quale ci furono riforme amministrative e nuove infrastrutture che permisero la ripresa dello sviluppo economico, soprattutto nella produzione della birra e nel settore tessile. Nel 1859 Chiavenna andò sotto il regno di Sardegna, che nel 1861 fu Regno d’Italia. Una storia ricca di momenti difficili e allo stesso tempo felici e che ora traspare dai numerosi monumenti presenti in tutta la Valchiavenna.